La storia del design ha dedicato pagine importanti agli oggetti per la tavola e in particolare al bicchiere. In ogni epoca, pur seguendo stili e mode diverse, il bicchiere per il vino ha ispirato musicisti e artisti, nobilitato il vino ed è stato considerato un protagonista nella preparazione della tavola. La fantasia dei maestri vetrai si è espressa mediante la realizzazione di forme originali con colori accesi e decori d’oro e d’argento. L’aspetto estetico era dominante. Ma l’idea di utilizzare un certo tipo di vetro e forme diverse in funzione delle caratteristiche del vino, si è concretizzata solo in tempi recenti. Un imprenditore, Claus J. Riedel, nel 1974 progettò la prima collezione di calici professionali. Aveva capito che un bicchiere inadatto non valorizzava il vino e privava di provare sensazione piacevoli superiori al semplice atto di “mandar giù del vino”. Codificò una serie di bicchieri in funzione delle diverse tipologie di vino e in scia altre aziende produttrici negli anni ’80 cavalcarono questa evoluzione culturale ed effettuarono gli studi necessari per creare altre forme particolari.
Io nel 1993, in occasione della pubblicazione di “Il Vino”, un libro in cui il vino è descritto solo da Donne del Vino, scrissi una pagina includendo i disegni di 8 calici secondo me adatti alle varie tipologie di vino e spiegando le ragioni delle mie scelte. A distanza di ventotto anni le trovo ancora valide, anche se la vita più frenetica di oggi ci porta in casa a utilizzare un solo calice che con le sue caratteristiche è adattabile a diversi vini.
Marcello Coronini
