Una vignaiola sentimentale e decisa che sente, intuisce e vede ciò che un determinato terreno può offrire e sceglie i vitigni “giusti”.
Su una delle colline attorno a Montalcino si trova una delle cantine di Bruna Baroncini che abbiamo conosciuto grazie a una festa estiva da lei ideata. Nel suo agriturismo il giorno dopo la intervistiamo. Ci racconta di avere vissuto una vita particolare, del suo amore per la terra toscana, per l’uva Sangiovese, per i vini che ne derivano. Tutto è iniziato con la morte del padre quando lei era una giovane donna al 5° anno di medicina a Firenze. La famiglia Baroncini si è sempre occupata di vino dal 1448. Il padre aveva una commerciale con la quale acquistava vini e li imbottigliava. Alla sua morte gli dovette succedere, ma presto di questo tipo di attività si stancò, decise di continuare con il vino, ma in modo diverso: producendolo direttamente. Lei voleva essere una vignaiola e produrre Brunello “ il re dei rossi”, così nel 1998 con i soldi della nonna iniziò la sua nuova avventura.
Racconta: “Mentre mi accingevo a esplorare il “continente vitivinicolo” Montalcino, mi sono imbattuta in alcune belle colline che per la loro dolcezza sembravano nate per ospitare dei vigneti, la mia immaginazione mi ha portato subito a vedervi impiantata una suggestiva vigna circolare a raggiera o, come si dice in dialetto montalcinese, a girapoggio.” Ecco come nel tempo è diventata una vignaiuola.
Bruna è una donna volitiva, forte e decisa per cui ci prova e scopre in se stessa delle caratteristiche che la rendono un’ottima manager. Ha una grande sensibilità, lei sente, intuisce e vede ciò che un determinato terreno può offrire, sceglie i vitigni e fa impiantare le barbatelle. Una dote notevole che le permette di centrare gli obiettivi e che le ha consentito di realizzare nella sua vita ben sette cantine, persino una nel Caucaso!
E’ anche romantica e pragmatica e nel suo viaggio trova importanti alleati, soprattutto la sua famiglia: la madre novantenne che con saggezza la consiglia; il compagno Giovanni, preziosa spalla per la sua esperienza di vita aziendale e organizzativa; il nipote Samuele, un giovane intelligente che da qualche anno è entrato in azienda e oggi ama il mondo del vino come la zia. Nella squadra si è aggiunta Giulia che segue con entusiasmo l’agriturismo. Abbiamo chiacchierato con Giovanni, una persona molto piacevole, che si prodiga a “frenare gli eccessi di creatività di lei”.
Bruna ha approfittato dell’occasione per presentare il nipote come il suo successore. La cena da lei preparata, ha svelato un’altra sua passione: la cucina.
La giornalista Francesca Negri ha condotto brillantemente la serata dialogando in un duetto con l’ospite d’onore Simone Rugiati, cuoco noto per le interpretazioni della cucina vegana.
I vini sono molto interessanti, noi abbiamo scelto per voi due etichette prodotte con 100% Sangiovese Grosso: Castellare, Rosso di Montalcino D.O.C., versatile, fine ed equilibrato, con tannini dolci e che si presta a molti abbinamenti; Brunello Riserva D.O.C.G., un prodotto che ci è piaciuto molto, centrato perfettamente, equilibrato e persistente, un re veramente speciale. Abbiamo degustato anche un vino che vi consiglio, Cervio Sant’Antimo D.O.C. un Cabernet Franc in purezza, anch’esso elegante, equilibrato e con un lungo finale in bocca.
Il luogo ha di fronte la collina di Montalcino che, se vi fermate nell’agriturismo prendendo un aperitivo verso sera, con alcuni tramonti diventa spettacolare.
Tenuta Poggio il Castellare – Strada privata di Castel Verdelli- 53024 Montalcino – Siena www.poggioilcastellare.com
Lucia Comuzzi e Marcello Coronini
