E’ nato in Umbria a Terni nel 1948 e ha studiato nella prestigiosa scuola enologica di Conegliano. Ha fondato nel 1978 con il fratello Renzo La Falesco e nel 1981 ha creato la sua società di consulenze che conta qualche decina di collaboratori. E’ un enologo che in cantina si occupa di tutte le fasi della produzione del vino. Un lavoro che inizia nel vigneto per finire con l’imbottigliamento, a volte va anche oltre.
Ma Riccardo è di più, è uno degli enologi più impegnati e ricercati da cantine importanti in vari paesi del mondo. Attira i personaggi che decidono di fare vino da Sting a Bruno Vespa, da Massimo d’Alema a Brunello Cucinelli, tanto per fare qualche nome. Si dice di lui che se un importatore americano sa che un vino è fatto da Riccardo Cotarella è subito interessato a valutarlo, ad avere una campionatura e assaggiarlo.
Mi piace riportare una sua affermazione diventata famosa: “Perché il vino è scienza, frutto della natura sì, ma opera dell’uomo. Da lì è nata la grande rivoluzione e oggi se siamo quel che siamo è proprio per questa rivisitazione profonda del nostro approccio al vino”.
È un uomo di grande umanità che crea legami di amicizia molto forti con aziende che segue, anche da venti/trent’anni.
Una sera nell’inverno del 2018 ero in compagnia di un produttore e di un distributore che aveva portato due bottiglie di Nebbiolo da farci assaggiare alla cieca. All’assaggio uno dei due Nebbioli mi sorprende per l’eleganza particolare e affermo che non poteva essere un piemontese. Mi fanno vedere la bottiglia ed era il nebbiolo della cantina Castello di Cicognola, proprietà di Gian Marco Moratti. Telefono subito a Cotarella, che era il consulente enologo, per fargli i complimenti e gli descrivo le mie suggestioni.
Premetto che per Gian Marco Moratti erano gli ultimi giorni della sua vita, Riccardo lo seguiva da lontano telefonandogli tutte le sere per fargli sentire la sua amicizia e strappargli un sorriso. Gli piace il mio commento sul vino e mi chiede di scriverlo e mandarglielo, l’avrebbe letto a Gian Marco il giorno dopo.
Avevo avuto il piacere di conoscere Moratti, una persona molto gentile con un grande amore per la sua cantina, e molto volentieri lo feci. Riccardo, raccontò l’episodio, lesse quello che pensavo del suo vino e gli strappò un sorriso. Questo mi commuove ancora oggi.
Se avete l’ambizione di fare vino e volete che vi segua armatevi di pazienza e mettetevi in fila!
Marcello Coronini
in foto Riccardo cotarella a Gusto in Scean 2018
