Slow Wine è uno degli appuntamenti sul vino da non perdere perché propone una selezione, tra le migliori, di ben 430 produttori italiani su una presenza in guida di 2006 cantine, di cui 1143 praticano agricoltura biologica/biodinamica o sono in conversione. La filosofia di Slow Wine è “buono pulito giusto”.
Siamo al termine del periodo vendemmiale e Giancarlo Gariglio (curatore della guida sui vini) fa una sintesi dell’annata ponendo l’accento “sul baratro climatico su cui stiamo camminando” e racconta: “Le vignaiole e i vignaioli l’hanno abbondantemente compreso a causa di un 2023 dalle condizioni che definire avverse è dire poco: grandinate distruttive ed estese, ondate di calore anomalo che hanno accartocciato le foglie delle viti, peronospera che ha dimezzato la produzione di intere regioni, insetti importati da altri continenti contro i quali non sappiamo come comportarci”. Questo del clima è solo uno degli aspetti base che un viticultore tiene in considerazione quando fa il bilancio annuale o decide il prezzo di uscita dalla cantina di una sua bottiglia di vino.
“A ogni costo? Il mondo del vino tra crisi dei prezzi e speculazione”. E’ il tema della tavola rotonda scelto da Slow Wine, un’occasione per fare chiarezza sul costo finale di una bottiglia di vino.
A parlarcene è Marilena Barbera, titolare dell’omonima cantina biodinamica di Menfi, una persona molto impegnata che ama il suo lavoro e combatte per aumentare l’immagine della Sicilia e di chi, come lei, si sta impegnando in questo.
Marilena ha offerto alla platea di addetti ai lavori una breve analisi sulla costruzione del prezzo finale di due sue bottiglie di vino. In pratica è un calcolo di costi e ricarichi di tutta la filiera, dalla produzione, alla distribuzione, alla vendita. Il costo di produzione di una bottiglia è la somma dei costi della campagna, della cantina, delle spese generali (ufficio, commerciali, produzione) e dei trasporti.
Vengono proiettate alcune slide che precisano tutti i costi di un vino base siciliano prodotto da una cantina biodinamica da 60mila bottiglie. Nel particolare una slide ha evidenziato che da un costo del vino base sfuso al litro di 1,48€ si arriva a un costo aziendale di 4,04€ del vino da imbottigliare. Poi si deve aggiungere il costo di confezione di 1,20€ e si arriva a un costo in cantina di € 5,24.
Questi i costi della filiera produttiva, proseguiamo con quelli della filiera commerciale: se il prezzo dalla cantina al distributore di una sua bottiglia base si attesta sulle 5,65€, quello del distributore sale a 7,63€, per terminare con la vendita (iva compresa) in enoteca a €13,96 e al ristorante a 16,78€. Per la linea top da un prezzo all’origine di €10,42 si sale a 21,19€ al distributore per arrivare in enoteca a 38,78€ e al ristorante a €46,68.
Marilena Barbera ci ha colpito per la passione e per la disponibilità nell’affrontare in modo trasparente questo argomento, ha precisato che il prezzo è legato a diversi fattori, dalla notorietà del territorio, ai costi del trasporto e all’importanza della distribuzione. Ha concluso precisando che con i ricavi del vino base non potrebbe continuare se non avesse la linea top.
Se ne può dedurre che il vino all’uscita dalla cantina ha un prezzo più che giusto, ma ci domandiamo se la sproporzione del prezzo finale che paghiamo al ristorante o in enoteca è altrettanto giusta.
Noi ringraziamo Slow Food e Slow Wine perché svolge un lavoro importante per la tutela della qualità e dei nostri territori e di quei vignaioli onesti e responsabili che sono le sentinelle della nostra bella Italia. Non dimentichiamoci che c’è una moltitudine di persone che lavora intorno al vino: da chi coltiva le viti, a chi lo produce, a chi lo vende, a chi lo serve e da chi ne parla a chi finalmente lo beve.
Il vino è cultura ed è importante trasmetterla al consumatore !!
di Lucia Comuzzi
