L’area agricola in cui si coltiva è la pianura veronese ricca di corsi d’acqua, dove i boschi di faggi si alternano ad antiche ville signorili costruite come case di villeggiatura da ricche famiglie tra il ‘600 e il ’700. Secondo gli studiosi sembra certo che derivi da campioni di foglie rosse importate in Europa nel quindicesimo secolo. Grazie ai produttori che investirono in studi, esperimenti e selezioni si arriva all’ortaggio che tutti oggi conosciamo, ma si dovettero aspettare i primi anni del novecento perché iniziasse una vera e propria produzione adatta alla commercializzazione. Fu però solo dopo l’ultima guerra mondiale che iniziò la coltivazione estensiva destinata al mercato nazionale e internazionale e per ottenere piante di forma meno allungata rispetto all’originaria venne incrociato il radicchio primario con una selezione di “Rosso di Treviso”.
L’abbiamo scelto come importante ingrediente in ricette di La Cucina del Senza®, infatti dal punto di vista salutistico questo ortaggio è un vero toccasana, è adatto a chi soffre di diabete, per la prevenzione cardiovascolare, a chi soffre di malattie dermatologiche come la psoriasi, inoltre è in grado di accelerare il metabolismo o di contrastare difficoltà digestive. Quindi è ricco di nutrienti importanti per il buon funzionamento del nostro organismo, infatti ogni 100 g di prodotto, oltre ad avere numerose vitamine, ha soprattutto potassio (240mg), fosforo (30mg), calcio (36mg) e sodio (10g).
La forma: il cuore rosso del Radicchio di Verona I.G.P. ha la forma di un ovale leggermente allungato.
Il colore: le sue foglie sono di un bel colore rosso scuro ed intenso, la nervatura principale è completamente bianca.
La consistenza: croccante nel cuore e tenero nella foglia. Il tardivo ha la costola dorsale gradevolmente amarognola e croccante nella consistenza, mentre il precoce si propone con una croccantezza meno marcata.
Il gusto: il Radicchio di Verona I.G.P. si distingue per l’amarognolo della foglia che si contrappone alla dolcezza delle nervature bianche, il precoce ha un carattere più deciso, il tardivo è più dolce.
Ricordiamo che il marchio I.G.P. è garanzia di qualità e di gusto. Chi produce I.G.P. deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. Per saperne di più consultate il sito: http://www.radicchiodiverona.it/il-radicchio#territorio
Lucia Comuzzi
